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December 28
"Ritorniamo al primitivo fervore" - Modello di vita tracciato dalla Madonna per il primo gruppo di preghieraIl 25 maggio '83 la Vergine aveva ripetuto il desiderio che venisse formato un gruppo di preghiera totalmente abbandonato a Dio. Il 16 giugno detta a Jelena le regole del gruppo:
1. Rinunciate a tutte le passioni e desideri disordinati. Evitate la televisione, soprattutto le trasmissioni nefaste. Gli sport eccessivi, il godimento smodato di cibo e di bevande, l'alcool, il tabacco, ecc.
2. Abbandonatevi senza riserve a Dio.
3. Bandite definitivamente ogni forma di angoscia. Chi si abbandona a Dio non ha posto nel suo cuore per l'angoscia. Le difficoltà sussisteranno, ma serviranno alla crescita spirituale e renderanno gloria a Dio.
4. Amate i vostri avversari. Bandite dal cuore odio, amarezza, giudizi, preconcetti. Pregate per i vostri avversari e invocate la benedizione divina su di loro.
5. Digiunate a pane e acqua due volte la settimana. Radunatevi in gruppo almeno una volta la settimana.
6. Ogni giorno consacrate almeno tre ore alla preghiera, di cui almeno mezz'ora al mattino e mezz'ora alla sera. In questo tempo di preghiera sono compresi la S.Messa e il Rosario. Riservatevi momenti di preghiera nel corso della giornata e ricevete la S.Comunione ogni volta che vi sarà possibile. Pregate con grande raccoglimento. Non guardate continuamente l'orologio, ma lasciatevi guidare dalla grazia di Dio. Non vi preoccupate troppo delle cose di questo mondo, affidando tutto, nella preghiera, al nostro Padre celeste. Quando uno è troppo preoccupato non può pregare, perché manca la serenità interiore. Dio contribuirà a condurre a buon fine le cose terrene, quando uno si sforza di aprirsi alle sue. Quelli che vanno a scuola o al lavoro devono pregare mezz'ora al mattino e mezzora la sera e partecipare, possibilmente, all'eucaristia. Bisogna estendere lo Spirito di preghiera al lavoro quotidiano, cioè accompagnare il lavoro con la preghiera.
7. Siate prudenti, perché il demonio tenta tutti coloro che hanno deciso di consacrarsi a Dio e soprattutto loro. Suggerirà loro che pregano troppo, che digiunano troppo; che devono essere come gli altri giovani e cercare i piaceri. Non devono ascoltarlo né obbedirgli! Devono prestare attenzione alla voce della Vergine. Quando la loro fede sarà consolidata, il demonio non riuscirà più a sedurli.
8. Pregate molto per il vescovo e per i responsabili della Chiesa. Non meno della metà delle loro preghiere e dei loro sacrifici deve essere consacrata a questa intenzione. A Jelena: "Sono venuta per dire al mondo: Dio è verità. Egli esiste. In Lui c'è la felicità e la pienezza della vita. Mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire al mondo che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. In Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace". "Vi chiedo un impegno per quattro anni. Non è ancora il momento di scegliere la vostra vocazione. L'importante, all'inizio, è entrare nella preghiera. Dopo, farete la scelta giusta. (Da: "Messaggi e pedagogia di Maria a Medjugorje" di R.Laurentin - R. Lejeune, ed. Queriniana, Brescia)
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Messaggio del 25 dicembre 2007 Cari figli, con grande gioia vi porto il Re della pace, affinché Egli vi benedica con la sua benedizione. AdorateLo e date tempo al Creatore al quale anela il vostro cuore. Non dimenticate che siete pellegrini su questa terra e che le cose vi possono dare piccole gioie, mentre attraverso mio Figlio vi è donata la vita eterna. Per questo sono con voi, per guidarvi verso ciò a cui anela il vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. | |
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Messaggio del 25 dicembre 2007 ( Jacov ) Cari figli, oggi vi invito in modo particolare ad aprirvi a Dio, e ogni vostro cuore oggi diventi il posto in cui nasce il piccolo Gesù. Figlioli, tutto questo tempo che Dio mi concede per stare con voi, è perchè voglio guidarvi verso la gioia della vostra vita. Figlioli, l’unica vera gioia della vostra vita è Dio. Perciò, cari figli, non cercate la gioia nelle cose terrene, ma aprite i vostri cuori e accettate Dio. Figlioli, tutto passa, solo Dio resta nel vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. | | AUGURO UN VERO NATALE A TUTTI! FELICI FESTE A TUTTI!
CHE DAVVERO SIA COMPRESO DA TUTTI IL SIGNIFICATO VERO DEL NATALE.
Sì, ho letto il piccolo principe e mi è piaciuto moltissimo questo testo..
davvero "L'Essenziale è invisibile agli occhi".
La volpe aveva ragione.
Cancelliamo via tutto quello che non c'entra con il Natale Autentico e riscopriamone il valore
Auguri a tutti per una buona ricerca! Un anno fa avrebbe raccolto tutto, messo in un sacco, e custodito gelosamente la sua refurtiva.
Quest'anno non ha più fiducia in sè stesso quel ladruncolo; quell'uomo non è più quello di una volta, si sente solo in mezzo alle sue cose.
Quest'anno non raccoglierà nulla, non metterà nulla dentro un sacco e non custodirà niente.
Non sente il calore di un cuore che non ha. Spesso si chiede se abbia senso che lui continui a vivere lì. E' solo colpa sua. Ora cercherà di rimediare. Se ne stava seduto ad un tavolo, nel mezzo della sua compagnia.
Era come se nessuno esistesse intorno. Tutto sembrava come se non avesse alcun significato. Non provava nè tristezza nè felicità, il suo male non lo capiva nemmeno lui, un giorno lo faceva sentire bene e l'altro lo rendeva vuoto e inutile come un vaso d'argilla rotto.
Non capiva cosa gli stesse accadendo.
Un animo distrutto dentro lo si riconoscerebbe ovunque. Avrebbe potuto dire qualcosa, chiedere aiuto ma alla domanda posta da un amico se tutto andasse bene rispondeva " Sì certo non ti preoccupare, tutto bene".
Che cosa stava combinando dentro quella testa?
Cosa lo turbava? Lo sapeva ma non poteva spiegarselo, sentiva una sensazione che non aveva senso.
In fondo il cielo è pieno di stelle e non abbiamo la pretesa di chiedere a ciascuna perchè brilla o perchè si stia spegnendo...
December 17 La catechesi di Benedetto XVI: DAL PROFONDO A TE IO GRIDO Salmo 129 Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono: e avremo il tuo timore. Io spero nel Signore,l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signor più che le sentinelle l’aurora. Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. Questo è uno dei Salmi più celebri e amati dalla tradizione cristiana: il De profundis, così chiamato dal suo avvio nella versione latina. Col Miserere, esso è divenuto uno dei Salmi penitenziali preferiti nella devozione popolare. Al di là della sua applicazione funebre, il testo è prima di tutto un canto alla misericordia divina e alla riconciliazione tra il peccatore e il Signore, un Dio giusto ma sempre pronto a svelarsi «misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato» (Es 34,6-7). Proprio per questo motivo il nostro Salmo si trova inserito nella liturgia vespertina del Natale e di tutta l’ottava del Natale, come pure in quella della IV domenica di Pasqua e della solennità dell’Annunciazione del Signore. Si teme di perdere l’amore Il Salmo 129 si apre con una voce che sale dalle profondità del male e della colpa (cf vv. 1-2). L’io dell’orante si rivolge al Signore dicendo: «A te grido, o Signore». Il Salmo poi si sviluppa in tre momenti dedicati al tema del peccato e del perdono. Ci si rivolge innanzitutto a Dio, interpellato direttamente con il «Tu»: «Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono; perciò avremo il tuo timore» (vv. 3-4). È significativo il fatto che a generare il timore, atteggiamento di rispetto misto ad amore, non sia il castigo ma il perdono. Più che la collera di Dio, deve provocare in noi un santo timore la sua magnanimità generosa e disarmante. Dio, infatti, non è un sovrano inesorabile che condanna il colpevole, ma un padre amoroso, che dobbiamo amare non per paura di una punizione, ma per la sua bontà pronta a perdonare. Una salvezza individuale e collettiva Al centro del secondo momento c’è l’«io» dell’orante che non si rivolge più al Signore, ma parla di lui: «Io spero nel Signore, l’anima mia spera nella sua parola. L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’aurora» (vv. 5-6). Ora fioriscono nel cuore del Salmista pentito l’attesa, la speranza, la certezza che Dio pronuncerà una parola liberatrice e cancellerà il peccato. La terza ed ultima tappa nello svolgimento del Salmo si allarga a tutto Israele, al popolo spesso peccatore e consapevole della necessità della grazia salvifica di Dio: «Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe» (vv. 7-8). La salvezza personale, prima implorata dall’orante, è ora estesa a tutta la comunità. La fede del Salmista si innesta nella fede storica del popolo dell’alleanza, «redento» dal Signore non solo dalle angustie dell’oppressione egiziana, ma anche «da tutte le colpe». Partendo dal gorgo tenebroso del peccato, la supplica del De profundis giunge all’orizzonte luminoso di Dio, ove domina «la misericordia e la redenzione», due grandi caratteristiche del Dio d’amore. Dio è capace di cambiamenti Affidiamoci ora alla meditazione che su questo Salmo ha intessuto la tradizione cristiana. Scegliamo la parola di Sant’Ambrogio: nei suoi scritti, egli richiama spesso i motivi che spingono a invocare da Dio il perdono. «Abbiamo un Signore buono che vuole perdonare a tutti», egli ricorda nel trattato su La penitenza, e aggiunge: «Se vuoi essere giustificato, confessa il tuo misfatto: un’umile confessione dei peccati scioglie l’intrico delle colpe... Tu vedi con quale speranza di perdono ti spinge a confessare» (2,6,40-41: SAEMO, XVII, Milano-Roma 1982, p. 253). Nell’Esposizione del Vangelo secondo Luca, ripetendo lo stesso invito, il Vescovo di Milano esprime la meraviglia per i doni che Dio aggiunge al suo perdono: «Vedi quanto è buono Iddio, e disposto a perdonare i peccati: non solo ridona quanto aveva tolto, ma concede anche doni insperati». Zaccaria, padre di Giovanni Battista, era rimasto muto per non aver creduto all’angelo, ma poi, perdonandolo, Dio gli aveva concesso il dono di profetizzare nel canto: «Colui che poco prima era muto, ora già profetizza», osserva Sant’Ambrogio, «è una delle più grandi grazie del Signore, che proprio quelli che l’hanno rinnegato lo confessino. Nessuno pertanto si perda di fiducia, nessuno disperi delle divine ricompense, anche se lo rimordono antichi peccati. Dio sa mutar parere, se tu sai emendare la colpa» (2,33: SAEMO, XI, Milano-Roma 1978, p. 175). Benedetto XVI L’Osservatore Romano, 20-10-2005 IMMAGINI: 1 Il figliuol prodigo, Pompeo Girolamo Batoni (1708-1787) / La tenerezza di Dio si manifesta nella bontà della creazione ma ancor più nella sua infinita misericordia verso l’uomo 2 Alba sul Mare 3 La veglia pasquale celebra Dio che veglia per il suo popolo e opera prodigi di consolazione nelle tenebre della storia umana. NATALE
di Giuseppe Ungaretti
Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare December 15 e si avvicina così un'altra notte.
anche oggi avrei potuto fare meglio. l'importante è che in parte sono riuscito a fare meglio di ieri.
spero solo che domani sia ancora meglio.
December 09 Dopo questi due giorni di ritiro non posso non scrivere qualcosa.
Non mi va però di sprecare tutto subito. con calma farò un riassunto di tutto e pubblicherò.
Una cosa importante.
"Vegliate e pregate in ogni momento"
è quel "in ogni momento" che mi inquieta.
Pregare non significa solo parlare con Dio ma è una cosa ancora più profonda: significa mettere ogni minimo gesto che compiamo in rapporto a Lui, a Dio, alla verità, per poter renderci conto se davvero siamo in essa o meno.
Ecco non volevo scrivere niente.. eppure...
Spero solo che questa cosa possa almeno fare riflettere December 08 Que soy era Immaculada Councepciou
25 marzo: sedicesima apparizione. Finalmente la Signora, che fino ad ora non aveva voluto dire il proprio nome, risponde alla domanda con queste parole pronunciate in dialetto guascone, l'unica lingua che Bernadette comprendeva:
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« Que soy era Immaculada Councepciou »
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« Io sono l'Immacolata Concezione » | December 04 Medjugorje - Messaggio del 25 novembre 2007 'Cari figli, oggi, quando festeggiate Cristo Re di tutto il creato, desidero che Egli sia il re della vostra vita. Solo attraverso la donazione, figlioli, potete comprendere il dono del sacrificio di Gesù sulla croce per ciascuno di voi. Figlioli, date del tempo a Dio, affinché Egli vi trasfiguri e vi riempia con la sua grazia, cosicché voi siate grazia per gli altri. Io sono per voi, figlioli, un dono di grazia d’amore che viene da Dio per questo mondo senza pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.'
Medjugorje - Messaggio a Mirjana - 2 Dicembre La Madonna era molto triste, per tutto il tempo aveva le lacrime agli occhi.“Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e fremito. Figli miei, fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza fede non c’è vicinanza di Dio, non c’è la Parola di Dio che è la luce della salvezza e la luce del buon senso”. Mirjana ha aggiunto: “Io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mia richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se n’è andata. Questa volta non ha detto “Vi ringrazio”. Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri”.
| Arthur Quiller-Couch, ed. 1919. The Oxford Book of English Verse: 1250–1900.
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| William Blake. 1757–1827
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| 489. The Tiger
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| TIGER, tiger, burning bright
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| In the forests of the night,
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| What immortal hand or eye
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| Could frame thy fearful symmetry?
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| In what distant deeps or skies
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| Burnt the fire of thine eyes?
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| On what wings dare he aspire?
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| What the hand dare seize the fire?
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| And what shoulder and what art
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| Could twist the sinews of thy heart?
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| And when thy heart began to beat,
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| What dread hand and what dread feet?
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| What the hammer? what the chain?
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| In what furnace was thy brain?
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| What the anvil? What dread grasp
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| Dare its deadly terrors clasp?
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| When the stars threw down their spears,
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| And water'd heaven with their tears,
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| Did He smile His work to see?
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| Did He who made the lamb make thee?
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| Tiger, tiger, burning bright
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| In the forests of the night,
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| What immortal hand or eye
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| Dare frame thy fearful symmetry? | December 02 Mi ritiro . basta non chiedetemi niente .
non è possibile che le abbia tutte io con i computer portatili... basta lo butto nel cestino quello schifo che mi è stato appena riparato...
Breve storia del mio portatile ACER ASPIRE 1650
acquistato nell'aprile 2006.
febbraio 2007 spedito in garanzia perchè il lettore dvd non funzionava
luglio 2007 compaiono i primi messaggi di avviso su un hard disk in periocolo di vita e perciò da sostituire...
ottobre 2007 tentativo di sostituire l'HDD fallito... il tipo di HDD supportato probabilmente lo tiene solo la casa ACER... (vaff..)
novembre 2007 mi reco nel punto acer più vicino e mi faccio sostituire l'HDD
torno per ritirare il mio pc e :
l'hard disk è a posto
la batteria non funziona (..manomesso qualcosa in quel negozio di computer? boh non si sa più cosa pensare..)
venerdì 30 novembre ordino la batteria via internet
oggi DOMENICA 2 DICEMBRE accendo il pc e NON VA!
ERRORE BLU CON CODICI CHE NON RIESCO NEMMENO A LEGGERE PERCHé IL PC SI IMPIANTA E SI RIAVVIA DA SOLO INNESCANDO UN PROCESSO INFINITO DI AVVIO E SPEGNIMENTO CONTINUO.
sto impazzendo...
ho appena mandato una mail di annullamento ordine della batteria...
spero me lo accettino adesso vorrei prendere ad accettate o sciabolate quella merda di computer che mi ritrovo... non ne posso più
per fortuna che il pc fisso va...
oh ... forse è meglio se non dico niente...
non ce la faccio più aiutatemi
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