Alberto's profileNON ABBIATE PAURAPhotosBlogListsMore Tools Help

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    April 24

    In partenza...

     

    La santità è quell’“alzare gli occhi verso i monti”, di cui parla il salmo responsoriale (120, 1): è l’intimità con il Padre che è nei cieli; l’intimità mediante Cristo nello Spirito Santo. In questa intimità vive l’uomo, consapevole della sua via, che ha i suoi limiti e le sue difficoltà, l’uomo che guarda con fiducia verso Dio.

    Santità è la coscienza di essere “custoditi”. Custoditi da Dio. Il santo conosce benissimo la sua fragilità, la precarietà della sua esistenza, delle sue capacità. Ma non si spaventa. Si sente ugualmente sicuro. Egli confida nel fatto che Dio “non lascerà vacillare il suo piede, che veglierà su di lui, che lo proteggerà da ogni male” (Sal 121 (120), 3. 5. 7. 8).

    I santi, nonostante avvertano tanta tenebra in se stessi, sentono di essere fatti per la Verità. Per Dio-Verità. E quindi danno sempre più spazio a questa Verità nella loro vita. Di qui viene quella sicurezza che li distingue: dove gli altri vacillano, essi resistono. Dove gli altri dubitano, essi vedono il vero.

    [...] L’eredità parla. L’eredità chiama. L’eredità è indirizzata verso il futuro, verso il futuro definitivo che l’uomo e il mondo - mediante Gesù Cristo - hanno in Dio stesso.

    Firenze! Ascolta questa voce, iscritta profondamente nella tua eredità. Firenze! Italia! Europa! Ascolta! “Ti scongiuro”!

     

     

    Tratto dall'omelia di Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale e Fiesole e Firenze per la beatificazione di Teresa Maria della Croce Manetti.

    April 16

    OGGI é Santa Bernardette Soubirous



    Santa Bernardette Soubirous

    A metà strada tra Lione e Parigi, adagiata lungo la Loira, c’è Nevers, la città in cui è sepolto, da circa 125 anni, il corpo incorrotto di Santa Bernadette Soubirous. Entrando nel cortile del convento di Saint Gildard, casa madre delle Suore della Carità, si accede alla Chiesa attraverso una porticina laterale. La semioscurità, in questa architettura neogotica dell'Ottocento, è rotta dalle luci che illuminano un’artistica cassa funeraria in vetro. Dentro c’è il piccolo corpo (appena un metro e quarantadue centimetri di altezza) di una giovane religiosa che sembra quasi dormire, con le mani giunte attorno a un rosario ed il capo reclinato a sinistra. E’ il corpo mortale di Bernadette, la veggente di Lourdes, rimasto pressocchè intatto dal giorno della sua morte. Per la scienza un fatto “inspiegabile”, per la fede invece un segno inequivocabile del “dito” di Dio in una vicenda, come quella di Lourdes, che ha tutti i caratteri dell’eccezionalità e i cui effetti si possono contemplare anche oggi in quello straordinario luogo di fede e di pietà mariana che è la piccola città dei Pirenei dove Maria apparve per la prima volta l’11 febbraio del 1858. Quella mattina era un giovedì grasso e a Lourdes faceva tanto freddo. In casa Soubirous non c’era più legna da ardere. Bernadette, che allora aveva 14 anni, era andata con la sorella Toinette e una compagna a cercar dei rami secchi nei dintorni del paese. Verso mezzogiorno le tre bambine giunsero vicino alla rupe di Massabielle, che formava, lungo il fiume Gave, una piccola grotta. Qui c’era “la tute aux cochons”, il riparo per i maiali, un angolo sotto la roccia dove l’acqua depositava sempre legna e detriti. Per poterli andare a raccogliere, bisognava però attraversare un canale d’acqua, che veniva da un mulino e si gettava nel fiume. Toinette e l’amica calzavano gli zoccoli, senza calze. Se li tolsero, per entrare nell'acqua fredda. Bernadette, invece, essendo molto delicata e soffrendo d'asma, portava le calze. Pregò l’amica di prenderla sulle spalle, ma quella si rifiutò, scendendo con Toinette verso il fiume. Rimasta sola, Bernadette pensò di togliersi anche lei gli zoccoli e le calze, ma mentre si accingeva a far questo udì un gran rumore: alzò gli occhi e vide che la quercia abbarbicata al masso di pietra si agitava violentemente, per quanto non ci fosse nell’aria neanche un alito di vento. Poi la grotta fu piena di una nube d’oro, e una splendida Signora apparve sulla roccia. Istintivamente, Bernadette s'inginocchiò, tirando fuori la coroncina del Rosario. La Signora la lasciò fare, unendosi alla sua preghiera con lo scorrere silenzioso fra le sue dita dei grani del Rosario. Alla fine di ogni posta, recitava ad alta voce insieme a Bernadette il Gloria Patri. Quando la piccola veggente ebbe terminato il Rosario, la bella Signora scomparve all’improvviso, ritirandosi nella nicchia, così come era venuta. Bernadette Soubirous aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7 gennaio 1844, da Louise Casterot e François, un mugnaio ridotto in miseria dalla sua eccessiva “bontà” verso i creditori. Bernadette, che era la primogenita, a 14 anni non sapeva né leggere né scrivere e non aveva ancora fatto la prima Comunione, tuttavia sapeva assai bene il Rosario e teneva sempre con sé una coroncina da pochi spiccioli dalla quale era solita non separarsi mai. È, quindi, proprio a una quattordicenne poverissima ed analfabeta, ma che prega tutti i giorni il Rosario, che la Madonna decide di apparire la mattina dell’11 febbraio 1858, in un piccolo paese ai piedi dei Pirenei. Intanto la notizia delle apparizioni si diffonde in un baleno. Nell’apparizione del 24 febbraio la Madonna ripete per tre volte la parola “Penitenza”. Ed esorta: “Pregate per i peccatori”. Infine, nell’apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela finalmente il suo nome:: “Que soy - dice - era Immaculada Councepciou…” (Io sono l’Immacolata Concezione). Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica, ma questo Bernadette non poteva saperlo. Così, nel timore di dimenticare tale espressione per lei incomprensibile, la ragazza partì velocemente verso la casa dell’abate Peyramale, ripetendogli tutto d’un fiato la frase appena ascoltata. L’abate, sconvolto, non ha più dubbi. Da questo momento il cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni può procedere speditamente, fino alla lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, che, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale. La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous varcava la soglia di Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. “Sono venuta qui per nascondermi”, aveva detto con umiltà. Tante attenzioni, tante morbose curiosità attorno alla sua persona dopo le apparizioni, non le davano che dispiacere. Nei 13 anni che rimane a Nevers sarà infermiera, a volte sacrestana, ma spesso ammalata lei stessa… Svolge tutte le sue mansioni con delicatezza e generosità: “Non vivrò un solo istante senza amare”. Ma la malattia avanza implacabile: asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio. L’11 dicembre 1878 è definitivamente costretta a letto: “Sono macinata - dice lei - come un chicco di grano”. All’età di 35 anni, il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua, alle 15.00, gli occhi della piccola veggente che videro Maria si chiudono per sempre. Beatificata nel 1925, il Papa Pio XI l’ha proclamata Santa l’8 dicembre 1933.

    April 12

    Quello che non c'è più

     Non vuole essere un post per ricordare la bravura di un personaggio come Lorella Cuccarini
    ma io credo che un programma televisivo si possa giudicare anche dalla Sigla iniziale.
     
    Buona Domenica cosa è diventato?
     
    Se prima l'augurio poteva essere: passa una Buona Domenica con noi, guardando la tv,
    oggi l'invito sembra essere: meglio se la Buona Domenica la passi altrove e non davanti alla tv.
     
    Vogliamo mettere la Buona Domenica condotta da Cuccarini-Columbro oppure Scotti-Carlucci con quella di oggi condotta da ... non voglio nemmeno ricordare il nome e diretta in qualche modo da quel viscidoso Maurizio Costanzo?
     
    Il mio giudizio personale è : che spazzatura e soprattutto... che palle!!
     
    Già più decente il programma sulla rai condotto da Massimo Giletti, nel quale, perlomeno, si parla di qualcosa di interessante.
     
    se guardo canale 5 oggi ... a me di sentire quei deficienti del Grande fratello che messi insieme forse formano un diploma di 5 elementare in quanto a capacità di pensiero oppure sentir cantare quei poveri ragazzi talentuosi di amici di Maria de Filippi ... proprio non mi interessa.
     
    Torniamo alla tesi: dalla sigla conosco la qualità del programma
    date uno sguardo a queste belle sigle, dove i ballerini si sbattevano e dove anche la regia di Recchia era curata e fantasiosa soprattutto per quanto riguarda le riprese di "Liberi Liberi": mi piace un sacco l'ultima parte sul parterre che gira... Belle le coreografie di Marco Garofalo...
     
           
     
    mi chiedevo se esistesse la sigla di buona domenica attuale... beh l'ho trovata e ....
    non c'è paragone.
    la qualità video (di questo video sotto) rende la differenza tra la qualità dei programmi
     
      
     
    ... Grazie Costanzo, grazie De Filippi... fateci un piacere... sparite. 
     
    April 01

    Giovanni Paolo II

    COSI' E' SCRITTO DEI SANTI NEL LIBRO DELLL'APOCALISSE:

    "Vedranno Dio faccia a faccia e porteranno il Suo nome scritto sulla fronte. Non vi sarà più notte: non avranno bisogno né di lampade né del sole, perché il Signore Dio li illuminerà, e regneranno per sempre." (Apocalisse 22,4ss)


    Giovanni Paolo II con il PC 72.pope and computer

      

    "Non abbiate paura delle nuove tecnologie!

    Esse sono tra le cose meravigliose che Dio ha messo a nostra disposizione per    scoprire, usare, far conoscere la verità". (Giovanni Paolo II)