Alberto's profileNON ABBIATE PAURAPhotosBlogListsMore Tools Help

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    Sant'Isidoro l'Agricoltore

    Forse è stato messo poco in risalto l’ambizioso traguardo di “santità di coppia” che due semplici contadini di Madrid sono riusciti a raggiungere nel XII secolo: probabilmente perché la pratica devozionale ha fatto prevalere, nel marito, l’aspetto prodigioso e miracolistico, e la popolarità che lui si è guadagnato praticamente in tutto il mondo come patrono dei raccolti e dei contadini ha finito per oscurare un po’ quella di lei, che pure si è fatta Santa condividendo gli stessi ideali di generosità e laboriosità del marito, raggiungendo la perfezione tra casseruole, bucati e lavori nei campi. Parliamo di Sant’Isidoro di Madrid e della beata Maria Toribia, la cui festa si celebra nel mese di maggio (il 10 o il 15, dipende dai calendari), anche se lui, per il fatto di essere patrono dei campi, viene invocato e festeggiato praticamente in ogni stagione dell’anno, al tempo della semina come al tempo dei raccolti. Isidoro nasce a Madrid intorno al 1070 da una poverissima famiglia di contadini, contadino egli stesso tutta la vita, per necessità. Non sa né leggere né scrivere, ma sa parlare con Dio. Anzi, a Dio dedica molto tempo, sacrificando il riposo, ma non il lavoro, al quale si dedica appassionatamente. E quando l’urgenza di parlare con Dio arriva anche durante il lavoro, sono gli angeli a venirgli in aiuto e a guidare l’aratro al posto suo: un modo poetico e significativo per dire come Isidoro abbia imparato a dare a Dio il primo posto, senza venir mai meno ai suoi doveri terreni. Per i colleghi invidiosi è facile così accusarlo di “assenteismo”, ma è il padrone stesso a verificare che Isidoro ha tutte le carte in regola, con Dio e con gli uomini. L’invidia, che è davvero vecchia quanto il mondo, gli procura anche un’accusa di malversazione e di furto ai danni dell’azienda, perché ha il “brutto vizio” di aiutare con i generosità i poveri, attingendo abbondantemente da un sacco, il cui livello tuttavia non si abbassa mai. E pensare che la generosità di Isidoro non si limita alle persone, ma si estende anche agli animali della campagna, ai quali d’inverno non fa mancare il necessario sostentamento. In questo continuo esercizio di carità e preghiera è seguito passo passo dalla moglie Maria, che una certa agiografia ha dipinto dapprima avara e poi “conquistata” dall’esempio del marito. Certo è, comunque, che sulla strada della perfezione avanzano entrambi, sostenendosi a vicenda e aiutandosi anche a sopportare i dolori della vita, come quello cocente della morte in tenerissima età del loro unico figlio. Isidoro muore nel 1130 e lo seppelliscono senza particolari onori nel cimitero di Sant’Andrea, ma anche da quel campo egli continua a “fare la carità”, dispensando grazie e favori a chi lo invoca, al punto che quarant’anni dopo devono a furor di popolo esumare il suo corpo incorrotto e portarlo in Chiesa. A canonizzarlo, però, nessuno ci pensa. Ci vuole un grosso miracolo, cinque secoli dopo, in favore del re Filippo II a sbloccare la situazione. E il 25 maggio 1622 Papa Gregorio XV gli concede la gloria degli altari insieme a quattro “grossi” Santi (Filippo Neri, Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola e Francesco Saverio) in mezzo ai quali, qui in terra, l’illetterato contadino si sarebbe sentito un po’ a disagio. E da allora, come recita l’enciclopedia dei Santi, diventa il “patrono degli affittuari agricoli, dei birocciai, di Centallo e di Verzuolo”.
    April 19

    ò

    BASTA VIRGOLA HO MAL DI TESTA DUEPUNTI
    PUNTO E VIRGOLA A CAPO
    PUNTO ESCLAMATIVO
    VIRGOLA
    June 06

    Intervista a Padre Gabriele Amort

    ”Se nel diavolo non si crede più, lui è contentissimo” Intervista con padre Gabriele Amorth

    Gabriele Amorth, 80 anni, è l’esorcista ufficiale più famoso del mondo. Il suo libro “Un esorcista racconta” è stato tradotto in quattordici lingue. Opera a Roma dal 1986, ogni giorno alle prese con Satana. “All’inizio pregai la Madonna: avvolgimi nel tuo manto protettivo. Mi ha esaudito. Dal demonio ho avuto tante minacce, ma mai nessun danno”.

    D. – Padre Amorth, prima le tre ragazze di Chiavenna, poi Erica e Omar, e adesso la banda giovanile di Somma Lombardo. È Satana che agisce in loro?

    R. – “Sicuramente sì, i due primi casi li ho studiati bene. Quei ragazzi erano dediti al demonio, leggevano libri satanici. E che ferocia inaudita nei loro atti! Quando una figlia dà novantasette coltellate alla propria madre non si può non vedere all’opera il principe delle tenebre”.

    D. – Ci sono tempi in cui Satana è più attivo che in altri?

    R. – “In via ordinaria Satana è sempre attivo. È tentatore fin dal principio. Fa di tutto perché l’uomo pecchi e ogni volta che viene compiuto del male c’è sempre lui dietro, fermo restando che è l’uomo a decidere liberamente i suoi atti. Ma poi c’è anche un’azione straordinaria del maligno: e questa è il possesso diabolico”.

    D. – Sono frequenti i casi di possessione?

    R. – “No, sono rari. Ma mi è impossibile dare cifre precise. I casi di vera possessione diabolica che ho in cura sono parecchi, ma è perché a me arrivano i casi più difficili, non risolti da altri esorcisti. Nei primi anni della mia attività, quando accoglievo tutti senza filtro, la stragrande maggioranza erano malati psichici, senza il demonio di mezzo”.

    D. – Da che cosa capisce che uno è indemoniato?

    R. – “Lo capisco durante la cura, non prima. Un sintomo inequivocabile è la violentissima, viscerale avversione a tutto ciò che è sacro. Ricordo un padre che temeva d’avere un figlio posseduto dal demonio e un giorno, mentre erano assieme a tavola, disse mentalmente per lui un’Ave Maria. Il ragazzo proruppe in un grido: ‘Papà, no, taci!’. Poi c’è il parlare in lingue sconosciute, c’è l’esplodere di una forza sovrumana, c’è la levitazione: tutte cose che avvengono durante gli esorcismi”.

    D. – Tra una crisi e l’altra un indemoniato come vive?

    R. – “In un modo normale. Va al lavoro e nessuno lo sa. Tiene ben nascosto il suo stato. Quando sente arrivare una crisi si allontana, si chiude in bagno, smania, e poi torna impassibile al suo posto. Questo vale a maggior ragione per gli indemoniati in cura, ai quali l’esorcismo dà la forza per tornare pienamente a una vita normale. Una cosa va sottolineata: la possessione diabolica non è ereditaria, né contagiosa”.

    D. – Che cosa lega gli indemoniati ai satanisti?

    R. – “Capita di frequente che un indemoniato diventi tale dopo esser entrato in una setta spiritica o satanista. Tra quelli che ho in cura ce ne sono pochi così, perché a chiedere l’esorcismo vengono solo i satanisti pentiti. Ma tra di loro penso che siano molti di più. Nelle sette sataniche è facile entrare ma è difficilissimo uscire. In certi casi si rischia la vita”.

    D. – E i satanisti che legame hanno col demonio?

    R. – “Ce ne sono di due tipi: quelli che adorano il demonio, celebrano messe sataniche, hanno loro sacerdoti e una gerarchia; e quelli che nell’esistenza personale di Satana non credono affatto, ma si danno ad azioni turpi e contro natura. Quest’altro satanismo è il più pericoloso”.

    D. – Giovanni Paolo II ha pronunciato esorcismi su tre indemoniate. Sono guarite?

    R. – “La terza no. L’ho in cura dal 1998 ed è un caso davvero doloroso”.

    D. – A parte il papa, nella Chiesa com’è la credenza nel diavolo?

    R. – “Molto in ribasso. E il demonio ne è contentissimo, perché così ha mano libera per fare il suo lavoro. La Chiesa è andata da un eccesso all’altro. Per rimediare alla pazzia della caccia alle streghe, che invece d’essere esorcizzate venivano bruciate, ha cancellato tutto, diavolo ed esorcismi. Il risultato è che intere regioni cattoliche non hanno più un solo esorcista: Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Svizzera. Io ammiro i vescovi italiani. Non ne capiscono niente, ma almeno li esorcisti li nominano. L’anno scorso noi italiani ci siamo riuniti: eravamo centosettanta”.

    D. – Spieghi meglio, in che senso i vescovi non ne capiscono niente?

    R. – “Perché anche loro, come tutti i preti, hanno studiato in seminario. E da tempo in seminario non si insegna più niente degli angeli e dei demoni, più niente degli esorcismi, più niente dei peccati contro il primo comandamento, ‘Non avrai altro Dio fuori che me’: magia, spiritismo e satanismo”.

    D. – E la curia vaticana?

    R. – “Stessa incompetenza. Ha dato il via libera a un nuovo rituale che per noi esorcisti è un disastro. Vieta di operare in caso di maleficio, quando il 90 per cento dei casi di possessione derivano proprio da lì. Vieta di operare se non c’è la certezza previa dell’azione diabolica, quando lo si può capire solo esercitando. Per fortuna continua a valere anche il vecchio rituale. Io uso quello, altrimenti dovrei chiudere”.
     
    May 15

    FANNO BENE FANNO MALE STO BENE STO MALE

    Arrivo da settimane di stress e vado incontro ad altre altrettanto stressose
    il segreto sta nel sapersi organizzare
    altro ingrediente importante è la voglia
    ce ne vuole tanta e in grande quantità ma ultimamente le fabbriche di voglia di fare stanno entrando in fallimento lasciando il posto alle fabbriche dell'istinto e del comodo.
    le case produttrici di voglia di fare sono in protesta e continuamente annunciano non scioperi, bensì ore extra, straordinari ... giornate che durano 48 ore per poter lavorare e distribuire al voglia di fare a tutti
     
    si ma a cosa serve tutta sta voglia di fare? bisogna comprarla? tanto vale!
    no no non si compra quella arriva anzi bisogna andarsela a cercare perchè
    c'è da fare, c'è sempre qualcosa da fare in ogni momento e luogo.
     
    aiuto voglio la voglia di fare ma come faccio a recuperarla?
    devo riposare? devo ridarmi da fare ancora?
     
    boh ma chi lo sa? che bel macello!
    cmq
     
    se qualcuno dovesse trovare nei supermercati la voglia di fare me lo faccia sapere e mi tenga da parte tutte le scorte necessarie per una vita. grazie
     
    (ma ha senso quello che ho scritto?)
     
    sta di fatto che in queste settimane sono stato .. no beh diciamo che negli utlimi giorni sono stato di un incazzo-facile da paura non mi sono più riconosciuto
    c'è da dire però che i momenti "incazzo-facile"non erano per motivi infondati anzi per cose che andrebbero sollevate e espresse e confrontate e registrate eccetera eccetera
    ho raggiunto anche punte di amo-facile in modo esagerato in senso positivo
    sono riuscito in casi particolari e sconosciuti (se non per i singoli interessati) a mostrare il mio pensiero
    non mi interessa se sia condiviso o meno l'importante è esternare
    esternare
    internare
    esternare
    internare
    oh no! l'internato no!!!